Mini idroelettrico.

Un impianto idroelettrico trasforma l'energia potenziale dell'acqua disponibile ad una data altezza in energia elettrica.

E’ costituito essenzialmente da un bacino di raccolta realizzato mediante diga o vasca di carico (energia potenziale dell’acqua), un sistema per convogliare le acque (una condotta forzata un canale) su una turbina  (trasformazione dell’energia in meccanica), un alternatore che genera energia elettrica. 

L’acqua viene rilasciata a valle dell’impianto senza alcun consumo significativo.

Una prima classificazione degli impianti può essere fatta in funzione della potenza:

-          microcentrali, potenze inferiori a 100 kW;

-          minicentrali, potenze comprese tra 100 e 1000 kW;

-          piccole centrali, potenze comprese tra 1000 e 10000 kW;

-          grandi impianti, potenze maggiori di 10000  kW.

 

Una seconda classificazione è possibile effettuarla in funzione del salto:

-          alta caduta, salti superiori a 100 m;

-          media caduta, salti compresi tra 30 e 100 metri;

-          bassa caduta, salti compresi tra 2 e 10 metri.

 

Una terza classificazione in base alle caratteristiche costruttive:

-          impianti ad acqua fluente;

-          impianti a bacino o accumulazione;

-          impianti inseriti in un canale o in condotta;

-          impianti di pompaggio.

 

I parametri importanti per il dimensionamento di un impianto idroelettrico sono: la portata e il salto.

La portata è un parametro deterministico per i bacini mentre dipende dai periodi stagionali per i canali; va pertanto caratterizzata opportunamente assumendone talvolta il valor medio annuale.

Settori di Applicazione

Gli impianti idroelettrici sono solitamente divisi in due categorie: impianti ad accumulo e impianti ad acqua fluente.

Impianti ad accumulo.

Si tratta di impianti che per produrre energia elettrica sfruttano un bacino idrico naturale (ad esempio un lago ad alta quota) o artificiale. Questo permette di regolare gli afflussi di acqua all’impianto, in modo da poter regolare la produzione di energia secondo necessità. La capienza dei bacini naturali è aumentata attraverso la costruzione di sbarramenti, che in molti casi consistono in dighe alte molte decine di metri. Le soluzioni tecnologiche utilizzano tipicamente turbine Pelton e Francis.

 

Impianti ad acqua fluente.

Negli impianti ad acqua fluente non vi è un bacino di accumulo sfruttano la portata disponibile nel corso d'acqua in cui sono installati. Non sono in grado di regolare gli afflussi di acqua verso la centrale che produce l’energia elettrica ma produce elettricità con modi e tempi totalmente dipendenti dalla portata del corso d'acqua.

Fanno parte di questa categoria gli impianti di potenza minore di 1000 kW che funzionano come i vecchi mulini ad acqua fluente, ovviamente con moderne soluzioni tecnologiche e si integrano nell’ecosistema naturale.

I mini impianti idroelettrici (100kW<P<1000kW) hanno una potenza tale da essere raramente privi di una connessione alla rete elettrica nazionale. Vengono infatti progettati quasi esclusivamente per l'immissione in rete dell'elettricità prodotta. In alcune applicazioni sono integrati con altri impianti quali bacini già realizzati per acquedotti siano essi irrigui o potabili che non rischiano di rimanere a secco nelle stagioni più calde. Le soluzioni tecnologiche sono diverse dalle normali turbine Kaplan per portate importanti (> 5 m3/s) alle Coclèa per portate piccole (< 5 m3/s).

 

Per i micro impianti idroelettrici (P< 100 kW)  è possibile sfruttare la corrente dei corsi d'acqua con salti  e portate modeste rispettivamente minori di 10 m e minore di 5 mc/s. Le soluzioni tecnologiche tipicamente utilizzata è la Coclèa.

 

Esistono inoltre in commercio piccolissimi sistemi  idroelettrici integrati, a partire da 0,2 kW di potenza, facilmente installabili in moltissime situazioni con salti e portate minime come gli acquedotti e condotte ad acqua potabile. Non è necessaria l’autorizzazione al prelievo delle acque e l’impatto ambientale è inesistente. Il potenziale di questi piccoli sistemi è ignorato ma costituiscono un potenziale tutt'altro che trascurabile.

 

Incentivi Mini- idroelettrico

 

Gli impianti idroelettrici sono classificati come impianti a fonte rinnovabili e quindi incentivabili secondo il D.M 6 luglio 2012. Possono accedere agli incentivi in modo diretto, attraverso iscrizione a registro o asta.

 

Accesso diretto:per potenze fino a 50 kW, la soglia è elevata a 250 kW se trattasi di impianti che rientrano in una delle seguenti casistiche:

-          realizzati su canali o condotte esistenti, senza incremento di portata derivata;

-          che utilizzano acque di restituzioni o di scarico;

-          che utilizzano il deflusso minimo vitale al netto della quota destinata alla scala di risalita,

 

Accesso a Registro: da 50 kW a 10 MW.

 

Accesso ad aste: potenze maggiori di 10 MW.

 

Secondo quanto previsto dal decreto, l'elettricità prodotta da impianti idroelettrici fino a 1 MW, entrati in esercizio in data successiva al 1° gennaio 2013, ha diritto a beneficiare del meccanismo incentivante della Tariffa Onnicomprensiva o in alternativa al servizio di Scambio sul posto (fino a una potenza massima di 200 kW).

 

La Tariffa onnicomprensiva consiste nel riconoscimento dell’elettricità netta prodotta e immessa in rete pari a:

 

  1. a)ad acqua fluente

-          0,257 €/kWh  per impianti inferiori a 20kW; 

-          0,219 €/kWh per impianti compresi fra 20 e 500 kW;

-          0,155 €/kWh per impianti compresi fra 500 e 1000 kW;

-          0,129 €/kWh per impianti compresi fra 1000 e 10000 kW;

-          0,119 €/kWh per impianti >10000 kW.

 

  1. b)a bacino o a serbatoio

-          0,101 € per ogni KWh per impianti compresi fra 1 e 10000 kW;

-          0,096 € per ogni KWh per impianti >10000 kW.

 

L'incentivo viene corrisposto per un periodo di 20 anni.

 

I micro impianti idroelettrici fino a 200 kW di potenza possono, in alternativa alla Tariffa onnicomprensiva, richiedere il servizio di Scambio sul posto. Si tratta di un meccanismo previsto per legge, regolato dall'Autorità per l'energia e attuato dal GSE, che consente di compensare la partita di energia elettrica immessa in rete in una certa ora con quella prelevata dalla rete in un'ora diversa.

 

 Autorizzazioni

 

Dal punto di vista autorizzativo, uno dei requisiti principali è il possesso della "Concessione di derivazione di acque pubbliche superficiali per uso idroelettrico".

 

Per le "piccole derivazioni" d'acqua, con potenza nominale media inferiore ai 3 MW, l'ente incaricato del rilascio della Concessione è la Provincia.

 

Il Dm 10 settembre 2010, prevede delle semplificazioni autorizzative per la realizzazione di impianti idroelettrici al di sotto dei 100 kW per i quali è possibile optare per la cosiddetta PAS (Procedura abilitativa semplificata).

 

La documentazione che in linea di massima le Province richiedono nella domanda di Concessione sono: relazioni idrauliche, geologiche e idrogeologiche; elaborati grafici e relazioni tecniche del progetto preliminare; garanzie finanziarie ed economiche per l'attuazione del progetto; Valutazione di incidenza (nel caso di realizzazioni in zone SIC o ZPS); richiesta di esclusione dalla procedura di VIA (solo se in possesso dei requisiti richiesti).

 

Servizi e Prodotti

La PVEnergetica propone a privati e enti di gestione un pacchetto completo per la realizzazione chiavi in mano di un impianto di produzionemini e micro- idroelettrico:. 

 

Contattateci per preventivi e quotazioni.